In quel periodo di straordinaria vitalità del cinema italiano, che è andato dal neorealismo alla fine degli anni sessanta, molti grandi registi hanno corso il rischio di essere oscurati da giganti quali Fellini, Rossellini, Visconti e De Sica. La considerazione della critica è scemata ulteriormente quando alcuni dei cineasti che non appartenevano a questo Pantheon hanno osato la strada della commedia, ed ottenevano –orrore per quegli anni di miopia ideologica- un grande successo popolare.



