Le Parole di Cinema di Luciano Tovoli, grande maestro della fotografia

Luciano Tovoli

Il quarto appuntamento con Parole di Cinema è all'insegna della storia del cinema italiano. A incontrare oggi gli studenti è stato infatti uno dei più importanti direttori della fotografia del nostro paese, un vero e proprio mago dell'immagine: Luciano Tovoli. Impossibile citare tutte le sue collaborazioni, basti ricordare pellicole come Professione Reporter, Il deserto dei Tartari, Bianca, Che ora è?

La pellicola che Tovoli ha scelto per introdurre il suo incontro nel corso del NapoliFilmFestival è il primo dei due film che lo ha visto al lavoro con Dario Argento, Suspiria. L'horror del 1976, ormai un cult della cinematografia mondiale anche grazie all'impegno dei francesi che l'hanno restaurato e rimasterizzato in dvd, offre a Tovoli la possibilità di tenere un'appassionata lezione sull'evoluzione delle tecnologie in quarant'anni di carriera. Tra aneddoti vari (come il primo incontro con Ettore Scola in metropolitana), Tovoli racconta il passaggio dal sistema Technicolor al digitale.

Suspiria è stato scelto dall'autore romano per il ruolo di confine che il film ha rappresentato nella sua carriera. “Argento si eccitò talmente tanto alla proiezione dei 10 minuti di provini prima di fare il film che mi lasciò completa libertà di azione”, ricorda Tovoli. Che subito aggiunge: “Il film ancora oggi è visto e studiato in tutto il mondo anche se è stato detestato da un regista come De Palma che dopo averlo visto non ha voluto più lavorare con me”. Il lavoro “estremo” di Tovoli per Suspiria sottolinea la forza visiva del film: “Io e Argento sapevamo dall'inizio che a fare il film sarebbe stata la forza della fotografia e non la storia”.

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