Serata dedicata a Giovanni Minoli che si racconta in "Storia di un televisionista"

Non solo cinema al NapoliFilmFestival, la rassegna napoletana, infatti, già da molti anni guarda con attenzione al mondo del documentario attraverso la sua sezione Schermo Napoli Doc, dedicata a opere realizzate da registi napoletani o che abbiano come tema la città di Napoli.
L'attenzione del NapoliFilmFestival nei confronti del documentario si arricchisce quest'anno della presenza di Giovanni Minoli, il giornalista della Rai che più di ogni altro ha saputo divulgare il documentario d'inchiesta in Italia. A Minoli il NapoliFilmFestival dedica quest'anno anche una sezione di documentari dal titolo “La Storia siamo noi e Napoli” che comprende cinque opere: Napoli e il colera; La trattativa - Il caso Cirillo; Il cuore e l'acciaio – Bagnoli; Il comandante - Storia di Achille Lauro; Storia del Teatro San Carlo.
Minoli sarà protagonista al NapoliFilmFestival nella giornata di giovedì 11 giugno con un doppio appuntamento per raccontare la “storia di un televisionista”: alle ore 16 sarà all'Università Suor Orsola Benincasa per il dibattito sul tema “Servizio pubblico televisivo e università per la formazione”, in cui si partirà proprio da due documentari della sezione “La storia siamo noi e Napoli”: “Napoli al tempo del Colera” e “Il Cuore e l'Acciaio” di Aldo Zappalà, andati in onda nel programma “La Storia siamo noi” e ora presenti nella sezione documentari dell'undicesima edizione di Napoli Film Festival, risultato di una sinergia tra gli studenti dell'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e Rai Educational.

Dopo l'incontro con gli studenti, Minoli incontrerà il pubblico napoletano a Castel Sant'Elmo con la serata di giovedì 11 a lui dedicata: alle 21, nell'auditorium, Minoli racconterà le nuove frontiere del documentario in un incontro con Marco de Marco, direttore del Corriere del Mezzogiorno. Sul palco – tra passato e progetti futuri - le risposte, i volti, le battute, le storie e la Storia, la vita, tra pubblico e privato, di chi ha deciso di sedersi su una poltrona, anzi “la poltrona”, quella di Mixer, mai comoda, il più delle volte rovente. Davanti a chi ha scritto la storia internazionale e del nostro Paese, Minoli non ha mai rinunciato a fare la “seconda domanda”, quella scomoda, quella che l'informazione troppo spesso ha scelto di tralasciare.

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