Tutti pazzi per Servillo

L'applauso del pubblico a Servillo

Il Napoli Film Festival non poteva non rendere omaggio a Toni Servillo, reduce dal successo personale a Cannes dove ha abbagliato pubblico e critica con la sua magnifica interpretazione di Andreotti in «Il Divo» di Paolo Sorrentino e con la sua folgorante apparizione nel più corale «Gomorra» di Matteo Garrone.
E ieri sera «il più europeo» degli attori napoletani - perché al cinema incrocia i silenzi e le pause eduardiane con le sfumature significanti di certi attori francesi, oltre che con la grande scuola mimetica americana dell'Actor's Studio - è stato protagonista di un «Incontro ravvicinato» con i tanti estimatori che affollavano l'auditorium di Castel Sant'Elmo. Una serata d'onore intensa e ricca per ripercorrere un anno di successi e riconoscimenti (dal David di Donatello vinto per «La ragazza del lago» al Nastro d'argento che Servillo riceverà oggi a Taormina per lo stesso film, alla duplice affermazione a Cannes), riproponendo sequenze di «Rasoi», «Teatro di guerra», del teatrale «Sabato, domenica e lunedì» ripreso per la tv con la regia di Sorrentino e di vari altri titoli, per concludersi con la proiezione di «Le conseguenze dell'amore». Toni ServilloA testimoniare l'ammirazione e la stima del mondo del cinema e del teatro, sono intervenuti molti dei compagni di lavoro dell'attore: registi come Paolo Sorrentino e Andrea Molaioli; produttori come Angelo Curti, Nicola Giuliano e Francesca Cima; colleghi come Anna Bonaiuto; drammaturghi come Enzo Moscato. In prima fila ad applaudirlo anche Willem Dafoe, protagonista di un altro omaggio del festival.

Sorrentino ha diretto già tre volte Servillo: «Toni è un attore particolare che considera il set un luogo dove ci si scambia un'esperienza umana. Per ”Il Divo” sul piano della costruzione del personaggio non abbiamo avuto alcun problema durante le riprese, avevamo tutto chiaro sia io che lui, tranne che per il monologo di Andreotti che abbiamo provato più volte perché era un pezzo complicato».

Nicola Giuliano della Indigo, elogia il suo metodo: «Sono orgoglioso di seguire da più di dieci anni l'itinerario di uno dei nostri migliori attori, producendo ”I Vesuviani”, ”Teatro di guerra”, ”L'uomo in più”, ”La ragazza del lago”, ”Il Divo”. Il suo metodo si fonda su una tensione costante alla ricerca, Servillo si interroga continuamente su ciò che fa, su quello che lo circonda e sul rapporto che si può creare tra ciò che vede e ciò che deve rappresentare».

Anna BonaiutoAnna Bonaiuto, spesso partner di Servillo sulle scene e sul set, rivendica un'intesa artistica speciale: «Abbiamo sempre condiviso il modo di fare e pensare il teatro, quando lui cura anche la regia certe scelte le diamo per scontate, il lavoro con Toni per me diventa leggero, piacevole. E poi è generoso con gli altri attori, li fa sentire protagonisti. Tra di noi si è creato un affiatamento artistico e un profondo legame di amicizia e non è un caso che abbiamo lavorato spesso assieme a teatro».

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